Archivio per Ottobre 2013 | Pagina di archivio mensile

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Voglia di raccontare

Questo spazio è a disposizione di tutti coloro, grandi e piccoli, che hanno “voglia di raccontare” la vita, intesa nel senso non solo personale, ma come sensazione, ascolto, confronto, pensiero, esperienza, il tutto condiviso con tutto ciò che vive e che anima il nostro pianeta. Ognuno di noi, qualunque sia la nostra età, è protagonista e testimone al tempo stesso del vissuto umano e come tale è carico di domande, di tentativi di risposte,di aspirazioni, di dubbi, di paure, di gioie, di progetti, di sogni.

L’essere umano è un animale di relazione capace di ascoltare, di parlare, di esprimere le sue necessità, il suo sentire profondo, di condividere con gli altri i suoi desideri, i suoi progetti, le sue speranze.

In quest’epoca così ribollente di avvenimenti non sempre edificanti, di mutazioni continue e di una strisciante instabilità che interessa tutti i fronti del vivere umano e, non ultimo, il destino stesso del nostro pianeta, può essere utile guardare al futuro, e alla nuova generazione che lo rappresenta, con altri occhi, ascoltare con altre orecchie, con una intelligente e consapevole disponibilità verso un cambiamento dell’umanità di tipo epocale.

Forse è giunto il momento di lasciare avanzare il mondo dell’essere più che quello dell’avere, di acquisire in noi adulti un nuovo spirito di libertà, di autoconsapevolezza, di partecipazione corale alla vita, di rispetto e di considerazione per chi ci cresce vicino con tanta difficoltà. I bambini, i ragazzi, i giovani rappresentano il nuovo della vita, la punta avanzata dell’evoluzione umana; essi purtroppo non hanno avvocati o sindacati che li difendano, ma non per questo non vanno considerati ed ascoltati con rispetto e con il massimo dell’attenzione.

Tra noi adulti, specie fra chi è più consapevole e lungimirante, è giunto il momento storico di porsi la domanda: “Ma vuoi vedere che alla fin fine saranno proprio loro, i bambini, i ragazzi di oggi che non solo ci perdoneranno per questo tipo di mondo che lasciamo loro dopo averlo abbondantemente devastato, ma che, quali novelli Noè, ci aiuteranno a tenere a galla l’umana imbarcazione per consentire a tutti una navigazione meno drammatica diretta a raggiungere il porto di un nuovo Rinascimento dell’umanità?”

Mentre il mondo dell’esteriorità, della pura materialità, della vacua superficialità ha con ogni probabilità le ore contate, un altro mondo avanza e fa già sentire il suo profumo: quello cioè di stabilire equilibrio, armonia, rispetto e libertà a tutti coloro che ad ogni età reclamano un modo di vivere degno della bellezza, del mistero e della grandiosità della vita.

Ecco, questo spazio virtuale vuole essere un luogo non fisico, invisibilmente interiore dove è possibile a tutti, e in piena libertà, di incontrarsi, di scambiarsi vita pulsante, di usufruire di uno spazio di testimonianza umana sempre e solo senza limiti di età e senza ruoli di alcun tipo.

Iris Paciotti

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Libro

Libro

Il libro è un “soggetto”.

Il libro non è un oggetto come un altro. Esso non è da considerare e da trattare come una “cosa” come tante altre, spostabile, sostituibile, barattabile o da accantonare, una volta letto, come un oggetto privo di valore e reso obsoleto con il trascorrere del tempo.

No, il libro è un “soggetto” così come lo siamo noi. Esso ha una sua precisa, insostituibile e pregnante identità. Certamente non parla, ma si offre al nostro sguardo, si lascia “leggere”, rigirare fra le nostre mani, affidandosi a chi l’ha acquistato e intimamente promosso alla propria attenzione. Il libro è come un neonato da accogliere fra le nostre dita con cautela, rispetto e amore. Esso non è solo la concreta espressione di un oggetto cosiddetto “cartaceo”, ma di un’opera che per via del suo contenuto vale molto, ma molto di più.

Perciò è stata per me una bella notizia – in mezzo a tante altre decisamente deprimenti – venire a sapere che una recente statistica ha rilevato che, malgrado il boom degli e-book, c’è un ritorno di richieste per il libro stampato.

In effetti molte cose si possono “modernizzare” e inglobare nel facile e comodo mondo della tecnologia e dell’elettronica, ma mai, come nel caso del libro, si potrà sostituire la poesia di certi nostri gesti e di certi contatti anche fisici. Perché il libro ha un’anima: l’anima di chi l’ha scritto. E nelle sue pagine, mano a mano che avanziamo nella lettura, percepiamo con curiosità, sorpresa, attenzione e rispetto un qualcosa che sfocia in un nostro personale specchiarsi e riconoscersi nell’ autore, così come si riconosce un amico di vecchia data. E il tutto diviene una specie di rito, un godimento  dell’anima.

Un libro è un incontro misterioso, affascinante. Chi di noi non ha provato un sottile piacere nell’annusare un libro appena stampato?

Capisco che avere a disposizioni una biblioteca in pochi centimetri e grammi di spazio e di peso rappresenta un enorme vantaggio, ma questo non giustifica mettere il libro fra gli oggetti ormai in disuso.

Perciò continuiamo a godere nel ritrovare il “soggetto” libro posato sul nostro comodino e a continuare con lui un dialogo profondo attraverso  l’anima di chi legge e quella di chi ha scritto.

In più, cerchiamo che i bambini, i giovani non perdano il contatto con il “soggetto” libro. Educhiamoli a mantenere nella loro anima la sensibilità verso  qualcosa che esuli una volta tanto dalla freddezza della tecnologia che ormai invade quasi completamente la loro vita.

 

Iris Paciotti